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La Parola

Noi abbiamo un Dio fedele

Category: Il seme incorrutibile (page 1 of 4)

“Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio”. 1 Pietro 1:23

La Bibbia dice che la corruzione è nel mondo a causa della concupiscenza (2 Pietro 1:4) e che questa concupiscenza abita nel cuore di ogni essere umano (Giacomo 1:14). Dunque, siamo tutti interessati; nessuno si puo’ illudere di essere incorruttibile, di non avere desideri impuri, amore per il denaro, aspirazioni illecite, impulsi verso il male.

E’ prezioso che la Bibbia ci mostri pure come possiamo sfuggire alla corruzione che è nel mondo (2 Pietro 1:4), e come possiamo ricevere da Dio la Sua stessa natura. Il seme incorruttibile della Parola di Dio, quando è accolto nel cuore produce un frutto incorruttibile, una nuova natura.

Chi crede in Gesu’ Cristo riceve la vita eterna ed il possesso di una eredità incorruttibile, senza macchia, conservata in cielo (1 Pietro 1:4).

Solo leggendo la Parola di Dio, ogni giorno, possiamo trovare la forza per sfuggire dalle tentazioni ed evitare il peccato.

Dobbiamo mantenere la fede

Il Signore desidera un popolo che mantenga la fede anche se dovesse soffrire la perdita di ogni cosa.

“Ora ricordatevi dei giorni passati nei quali, dopo essere stati illuminati, avete sostenuto una grande lotta di sofferenza, talvolta esposti a oltraggi e tribolazioni, altre volte facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete anche sofferto con me nelle mie catene e avete accettato con gioia di essere spogliati dei vostri beni, sapendo di avere per voi dei beni migliori e permanenti nei cieli” (Ebrei 10:32, 34).

Questi versi parlano del popolo di Dio che era stato grandemente afflitto dopo essere stati illuminati. Avevano visto la luce! I loro beni andarono perduti, ma la fede li rese gioiosi, perché il loro sguardo era rivolto a beni permanenti.
Se perdessi ogni tuo possedimento terreno, abbandoneresti la tua fiducia?

Paolo conservò la fede in momenti buoni e in momenti meno buoni. Nei suoi ultimi giorni, poteva vantarsi, “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede” (2 Timoteo 4:7). Poteva dire, “Satana ha mandato i suoi messaggeri per combattermi a Gerusalemme, Damasco, in Asia, ad Efeso, Antiochia e a Corinto. Ma io ho mantenuto la fede! Cinque volte i giudei mi hanno percosso con trentanove frustate. Sono stato gettato in prigione così tante volte, colpito con sferze tre volte, lapidato, derubato, persino dai miei connazionali , ma ho serbato la fede!

“Sono stato debole a volte, pieno di dolori, affamato, assetato, infreddolito e nudo, appesantito da preoccupazioni di ogni tipo, ma ho mantenuto la fede. Sono stato afflitto, perplesso, bisognoso, perseguitato, ma mai abbattuto, mai distrutto, mai scosso nella mia fede”.

Queste parole ci sosterranno nei giorni a venire: “Egli non temerà cattive notizie; il suo cuore è fermo, fiducioso nell’Eterno” (Salmo 112:7).

“L’Eterno ti custodirà da ogni male; egli custodirà la tua vita. L’Eterno custodirà il tuo uscire e il tuo entrare, ora e sempre” (Salmo 121:7-8).

“Perché nel giorno dell’avversità egli mi nasconderà nella sua tenda, mi occulterà nel luogo segreto della sua dimora, mi leverà in alto sopra una roccia” (Salmo 27:5).

“Invocami nel giorno dell’avversità, io ti libererò e tu mi glorificherai” (Salmo 50:15).

L’uomo di fede e di ubbidienza

Quando abbandoniamo la nostra testardaggine, Dio ci cambia in una persona di fede e di ubbidienza. Il padre della fede, Abramo, dovette soffrire una grave prova per rompere la sua testardaggine e divenire un uomo di Dio.
Abramo sperimento’ il fallimento e la delusione in tempi di siccità e di carestia. Ad un certo punto fu costretto a mandare sua moglie dal re per sopravvivere. Mediante tale prova,

Fino a quando l’egoismo continua a regnare nella nostra mente e nella nostra vita, non possiamo sperimentare l’opera di Dio. Ma con la distruzione del nostro “IO”, Dio si prende cura di noi spiritualmente.
Siamo chiamati come cristiani a distruggere il nostro IO e ad accettare la benedizione di Dio.

Mediante la redenzione di Cristo sulla croce, Dio ha dato la vita a noi che eravamo destinati alla morte. Egli spezza il nostro IO e ci aiuta a vivere una vita di fede e di ubbidienza.

Dio sta preparando tutto

Stiamo vivendo nei giorni della preparazione finale. In cielo, nell’inferno e sulla terra è in corso un’attività tremenda mentre ci avviciniamo alla fine della storia umana.

Se lo Spirito Santo ci aprisse gli occhi, noi credenti saremmo da una parte gioiosi, ma dall’altra terrorizzati da quello che vedremmo. Grideremmo: “Cosa sta succedendo? Perché tutti corrono in maniera così decisa ed intensa? Cosa sono questi preparativi? Che c’è in aria? Cosa sta succedendo?”

Proprio in questo momento in cielo stanno fervendo i preparativi! Gli angeli stupefatti si preparano a versare sulla terra giudizi dall’incredibile forza distruttrice (Apocalisse 16.14). No, gli angeli non conoscono il giorno e l’ora del ritorno di Cristo, ma visto che è scattato l’allerta, sanno che la fine è vicina.

Senza dubbio si sta avvicinando il conflitto finale, un tempo in cui ogni nemico verrà posto sotto i piedi del nostro Signore.

Dio è impegnato nei preparativi! Durante la creazione Dio ha lavorato per sei giorni. Ed ora, alla fine di questa età, sta lavorando attentamente per preparare le ultime cose.

Apocalisse 6 dice : “Poi vidi quando l’Agnello aperse il primo dei sette sigilli, e udii uno dei quattro esseri viventi, che diceva come con voce di tuono: «Vieni e vedi». Questo è forse uno degli avvenimenti più terrificanti in tutta la Parola di Dio. Dice: “Si fece silenzio nel cielo per circa mezz’ora” (Apocalisse 8:1).

Nessun angelo grida: “Santo, santo”, il coro non canta più, non si sente neanche un sussurro in tutto il regno eterno di Dio! I cieli tremano per il tuono santo, ma poi Dio rimane in silenzio. Cristo e il Suo Spirito Santo stanno in silenzio. Perché c’è questo silenzio? E perché dura mezzora?

Il profeta Zaccaria ce ne dà un accenno: “E l’Eterno prenderà possesso di Giuda come sua eredità nella terra santa e sceglierà ancora Gerusalemme. Ogni carne stia in silenzio davanti all’Eterno, perché egli si è destato dalla sua santa dimora” (Zaccaria 2:12-13).

Vediamo che Dio qui è pronto a reclamare la Sua eredità. Tutte le cose sono state messe in ordine. Sette angeli del giudizio Gli stanno dinanzi, aspettando di ricevere il comando per andare a distruggere la terra. E’ giunto il tempo stabilito sin dalla fondazione del mondo.

Le parole usate qui nella Scrittura ci parlano di un silenzio santo, la grande calma che precede la tempesta. E questo silenzio è troppo santo, troppo incomprensibile per il nostro pensiero. Non sappiamo perché il Signore rimanga in silenzio.

Sappiamo, comunque, che il silenzio terminò e che gli angeli del giudizio “che avevano le sette trombe si prepararono a suonare la tromba” (Apocalisse 8:6). Erano pronti e in posizione, in piedi per scattare al Suo comando!

All’apostolo Giovanni venne concesso di osservare questa visione per registrare tutta l’attività celeste. E ciò che vide fu una rivelazione di Gesù e della Sua preparazione finale, una profezia delle cose che riguardano gli ultimi tempi!

Quando Gesù apparve a Giovanni in questa visione, i Suoi occhi erano di fuoco. Non c’era più spazio per un amore tiepido! Tutti dovevano ritornare a Lui e pentirsi, altrimenti, Egli dice, “verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto” (Apocalisse 2:1-5).

E’ arrivato il tempo di affrontare lo spirito di Jezebel, la tiepidezza, i falsi insegnamenti, la fornicazione, è tempo di rimuovere tutte le pietre che sono d’inciampo. Perché a Giovanni è stato detto : “Queste parole sono fedeli e veraci; e il Signore, Dio dei santi profeti, ha mandato il suo angelo, per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve” (Apocalisse 22:6).

L’apostolo vide movimenti incredibili, un viavai, comandi imperiosi, proprio come se fosse seduto nel consiglio di guerra dell’Alto Comando. Ecco la scena:

Angeli escono dal tempio di Dio con il potere di versare le ultime sette piaghe. Sono “pronti” ad agire (Apocalisse 15:6-8). Un altro angelo sta volando in mezzo al cielo portando l’evangelo in ogni nazione. Quell’angelo grida ad alta voce, “perché è giunta l’ora del Suo giudizio”. Un altro grida: “Babilonia sta cadendo” (Apocalisse 14:6-8).

Un altro angelo esce dal tempio con una falce in mano, ed una voce potente gli comanda: “Metti mano alla tua falce e mieti, poiché l’ora di mietere è venuta e perché la messe della terra è matura” (Apocalisse 14:15). Ad un altro angelo con una falce tagliente viene detto: “Metti in azione la tua falce tagliente e vendemmia i grappoli della vigna della terra, poiché le uve sono mature” (Apocalisse 14:18).

Proprio come in un copione, un angelo dopo l’altro suona la tromba e versa la sua piaga! Ulcere e sangue nelle acque, consumeranno una terza parte degli esseri viventi. Il mare verrà inquinato. Una grande stella, una meteorite, colpirà la terra bruciando come una torcia e inquinerà fiumi, laghi e ruscelli.

Il sole, la luna e le stelle saranno oscurate. Ed improvvisamente apparirà un angelo in cielo, gridando ad alta voce: “Guai, guai, guai a coloro che abitano sulla terra, a causa degli altri suoni di tromba che i tre angeli stanno per suonare” (Apocalisse 8:13). Sulla terra ci saranno tormenti così gravi che “gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; desidereranno di morire, ma la morte fuggirà da loro” (Apocalisse 9:6).

Il sesto angelo libererà sulla terra quattro potenze demoniache. Circa 200 milioni di cavalieri usciranno per distruggere un terzo dell’umanità con “fuoco, fumo e zolfo” (Apocalisse 9:14-19). Sta scritto che sono stati “preparati per quell’ora, giorno, mese e anno per uccidere la terza parte degli uomini. E il numero delle truppe di cavalleria è di duecento milioni” (Apocalisse 9:15).

Non so se quest’esercito sia umano o demoniaco, ma una cosa è certa: si conosce persino l’anno, il mese, il giorno e l’ora della battaglia.

Che rivelazione meravigliosa delle cose che avverranno! Giovanni le vide tutte. Ma testimoniò anche i grandi preparativi per la cena delle nozze dell’Agnello! Vide che i libri venivano aperti in preparazione del giorno del giudizio, e gli fu ordinato di dare questa visione alla Chiesa.

Che la gente continui pure a mangiare, bere e divertirsi. Che continui a dire: “Dov’è la promessa della Sua venuta? perché le cose continuano come dall’inizio” (2 Pietro 3:4). Dio sta ancora preparando! Il cielo si prepara al giudizio finale!

La via di Dio

Dio ha un piano per il mondo e per tutte le cose che sono in esso, dai tempi passati fino a quelli futuri. Egli ha anche dei piani per ogni individuo. Noi dobbiamo porgere le nostre orecchie e diventare sensibili alla voce di Dio, ed obbedire alla sua volontà e ai suoi comandamenti.
Come possiamo vivere una vita in armonia con il sentiero di Dio ?

Per poter camminare sul sentiero che Dio ha preparato per noi, dobbiamo sintonizzare le nostre orecchie allo scopo di udire bene la voce di Dio.

Gli Israeliti erano vissuti come schiavi per 430 anni in Egitto, udirono la voce di Dio che indicava loro il sentiero da prendere. Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe disse loro che sarebbe stato glorificato conducendo gli Israeliti fino alla terra promessa di Canaan, dove scorreva in abbondanza latte e miele.
Ma, gli Israeliti non riconobbero il piano di Dio, e quando il viaggio divenne piu’ difficile, essi si lamentarono e chiesero di ritornare in Egitto. Anche quando Dio parlo’ tramite Mosè, i loro cuori si indurirono e si ribellarono disobbedendo alla sua volontà.

“Percio’, come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto, dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto per 40 anni le mie opere. Percio’ mi sdegnai con quella generazione e dissi: errano sempre nel cuore e non hanno conosciuto le mie vie” (Ebrei 3:7-10).

Cosi, gli Israeliti furono sempre ignoranti nelle vie di Dio e non gli diedero ascolto. Come risultato, Dio li abbandono’. La Bibbia con chiarezza ci mostra la via del Signore.

“I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me, anche se nessuno di essi esisteva ancora” (Salmo 139:16).
Dio ha dei piani per ciascuno di noi. Dobbiamo renderci conto che Dio ha programmato la nostra vita per raggiungere il massimo ed ha preparato per noi un sentiero da seguire, ma dobbiamo porgere le nostre orecchie alla voce di Dio.

Come possiamo udire la sua voce ed essere sicuri che è la sua di voce ?
Questa è l’opera dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo ci aiuta a riconoscere il sentiero che Dio ha preparato per noi. L’Iddio che ha parlato mediante Mosè guiderà ognuno di noi per mezzo dello Spirito Santo.
Dobbiamo confidare e dipendere dallo Spirito Santo, sintonizzare le nostre orecchie sulla sua voce e vivere secondo i suoi comandamenti.

Un cuore ripieno di fede

Il salmista scrisse, “I nostri padri hanno confidato in te; hanno confidato in te e tu li hai liberati. Gridarono a te e furono liberati; confidarono in te e non furono delusi” (Salmo 22:4-5).

Davide testimoniava continuamente, “ Io mi rifugio nell’Eterno” (Salmo 11:1); “O Dio mio, in te confido” (Salmo 25:2). Si sentiva come un bambino che sente il padre dire, “Salta!” e obbedire con fiducia, gettandosi dal ciglio fra le braccia del padre con piena fiducia.

Questo è un aspetto della fiducia. Alcuni di voi si trovano proprio li ora, sul ciglio, vacillanti, e non avete altra scelta se non quella di lanciarvi fra le braccia di Gesù! Alcuni si sono semplicemente arresi alla loro situazione, che in realtà non è niente più che fatalismo. La chiamano fiducia, ma non è fiducia, è torpore. Fiducia è molto più di passiva rassegnazione! È fede attiva!

Alcuni di voi fanno sembrare il nostro Signore tipo una squadra antincendio. È come se Satana ti mandasse a fuoco casa e tu sei bloccato sul tetto a gridare, “Signore, aiuto! Salvami!” Così arriva il Signore, con gli angeli che tengono una grande rete, e dice, “Salta!” Tu salti, la casa fa a fuoco e tu dici, “Grazie, Signore, per avermi tratto in salvo!”

Molti di noi limitano la propria fiducia a queste operazioni di salvataggio, come a dire al Signore, “Confido che Tu venga a spegnere tutti i miei incendi, salvarmi da ogni guaio e liberarmi da ogni prova. So che ci sarai, Signore, quando avrò bisogno di Te”.

Un cuore fiducioso dice, “Ogni mio passo è ordinato dall’Eterno! Egli è il mio Padre amorevole. Egli ha formato ogni parte di me quand’ero ancora nel grembo di mia madre e conta ogni capello del mio capo. Sono la pupilla del Suo occhio ed Egli ha un piano eterno per me”.

Dio ha ogni cosa sotto controllo!

La prova di Abramo

Abramo ubbidi alla voce di Dio, anche quando questo sembrava incomprensibile. E’ stato grazie alla sua sottomissione che è divenuto uno strumento nelle mani di Dio.

Il Nuovo Testamento ci dice che noi siamo “progenie di Abrahamo ed eredi secondo la promessa” (Galati 3:29). Quando Dio fa una promessa non ritorna indietro, anzi la Scrittura ci ricorda che quando Egli comincia un’opera in noi la porta a compimento (Filippesi 1:6).

Abramo come noi affrontava problemi e paure, ma aveva un cuore, e Dio guarda soprattutto quello.  Dio gli chiese  di prendere il suo unico figlio e di offrirlo in olocausto, questo significava bruciarlo.  Abramo ubbidendo non protesto’, bensi’ organizzo’ tutto l’occorrente e si preparo’.

Il Signore vuole fare un’opera in noi, e vuole farla nella nostra vita.

Abramo dovette legare Isacco…dovette andare contro i suoi sentimenti di padre. Nel momento di prova il Signore chiede la nostra vita, e se lo abbiamo veramente conosciuto ci costringe a fare la sua volontà, anche se non comprendiamo il perché di cio’ che arriva.

Nel momento in cui Abramo sta per compiere l’olocausto, Dio lo ferma, ed Abramo disse a Dio : Eccomi ! Abramo non sacrifico’ Isacco perché Dio non ci toglie cio’ che ci ha dato, ma a volte ci chiede di essere pronti a rinunciare a quello che ci dà. Egli vuole che siamo disposti a dargli ragione anche quando sembra impossibile.

La forza di Abramo è stata nella sua sottomissione alla volontà di Dio. Noi possiamo sperimentare che il Signore è con noi, che è il nostro unico amico, poiché l’amico è colui che da la vita per i suoi amici, e Gesu’ ha fatto questo per noi.

Abbondare nella speranza

Serviamo un Dio di speranza! La parola greca per speranza è elpo, che significa “guardare avanti con piacevole fiducia e aspettativa”. L’apostolo Paolo scrisse ai Romani: “Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.” (Romani 15:13).

Paolo introduce un concetto incredibile: “affinché abbondiate nella speranza”. Implica che potresti averne abbastanza speranza da poterla risparmiare; una fornitura che “trabocca, eccessiva, oltre misura”. Per chiunque si trovi in ​​uno stato di disperazione, questo può sembrare uno scherzo crudele. Ma,  la Parola di Dio è vera! È un Dio di speranza, una speranza che va oltre misura. La preghiera di Paolo per il popolo di Dio era che fossero pieni di gioia e pace nel credere.

Questo dovrebbe essere lo stato normale per tutti i cristiani, non solo per i credenti ben adattati e felici. Dio in questi tempi non sta deridendo i suoi figli che stanno male; è veramente un Dio di speranza. Paolo disse: “Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza.” (Romani 8: 24-25). A dispetto di tale promessa, spesso rispondiamo chiedendo di vedere un cambiamento nella nostra situazione: “Beh, speravo di vedere solo un piccolo movimento, un piccolo elemento di prova che Dio ci sta lavorando. Come posso avere speranza quando passano i mesi e le cose non fanno che peggiorare? ”

“Abbondare nella speranza” significa anche avere una grande pazienza, molto più che una pazienza soltanto sufficiente per aspettare.  Perché la gioia e la pace arrivano quando sai che Dio ha tutto sotto controllo.

Cristo trasformerà i tuoi sentimenti di disperazione in allegrezza e ti rivestirà di gioia se darai a Lui la tua fede. “Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia,” (Salmo 30:11). Rallegrati nell’Iddio della speranza e vivi!

La pace nel cuore – In questi giorni di tribolazione

Gesù disse: “Il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi” (Giovanni 14:27).

In questi tempi molti hanno agitazione nel cuore ,  e vivono nella paura! Molti in segreto sono afflitti da panico, agitazione e notti insonni.

Gesù nello stesso verso disse anche: “Io vi lascio la pace; vi do la mia pace”. Eppure sono pochi coloro che  possono affermare con sincerità di avere una pace costante nel cuore. Per molti la pace viene e va, lasciandoli preoccupati, inquieti, abbattuti dalle difficoltà.

Eppure ecco cosa profetizzò Zaccaria riguardo alla venuta del Messia: “Per concederci che, liberati dalle mani dei nostri nemici, lo potessimo servire senza paura, in santità e giustizia davanti a lui tutti i giorni della nostra vita” (Luca 1:75-76).

E’ per questo che Gesù è venuto nel mondo ed è morto per i peccatori: perché noi potessimo camminare con Dio senza paura, riposando nella Sua pace, tutti i giorni della nostra vita!

Nessun timore, ma pace nella mente e nel cuore, ogni giorno della nostra vita! Questo vale anche per i giorni di sofferenza, agitazione, prova e incertezza. Significa sia i giorni felici che quelli tristi. Non importa cosa dobbiamo affrontare, dobbiamo poter vivere in quella pace in ogni momento.

Zaccaria aggiunse queste parole su Gesù: “Per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi nella via della pace” (verso 79). Egli stava dicendo che Gesù avrebbe guidato tutti i Suoi figli nella via della pace,  non nell’inquietudine, nella solitudine o nella paura, ma nella pace!

Gesù è il Principe della Pace. Alla Sua nascita gli angeli cantarono “Pace in terra…” Il Suo vangelo è chiamato il vangelo della pace. Ed Egli stesso ha promesso: “…abbiate pace in Me…” (Giovanni 16:33).

È la pace ciò che riceviamo attraverso il vangelo: “La parola che Egli ha diretta ai figli d’Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo” (Atti 10:36). Allo stesso modo, l’apostolo Paolo descrive il modo accettevole in cui i credenti devono servire Cristo. Confrontate la vostra vita con ciò che Paolo descrive:

“Poiché il regno di Dio non è mangiare e bere, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. Infatti chi serve Cristo in queste cose è gradito a Dio e approvato dagli uomini. Cerchiamo dunque di conseguire le cose che contribuiscono alla pace e alla reciproca edificazione” (Romani 14:17-19).

In questo mondo affronteremo tribolazione, persecuzioni e prove dolorose , “…combattimenti di fuori, paure di dentro…” secondo quanto scrive Paolo (2 Corinzi 7:5). Saremo tentati, soffriremo per amore di Cristo. I venti delle avversità cercheranno di scuotere l’edificio di fede che abbiamo costruito sulla Roccia della nostra salvezza, che è Gesù il Signore.

Ma dobbiamo continuare a servirlo con giustizia – ripieni di pace e gioia nello Spirito Santo, in ogni momento. La preghiera di Paolo per tutti i credenti era questa: “Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera. Il Signore sia con tutti voi” (2 Tessalonicesi 3:16).

Pensateci, pace in ogni circostanza. Vi chiedo: avete la pace in ogni circostanza? In ogni ora del giorno siete ripieni di quella pace assoluta?

Ecco una definizione di pace: appagamento interiore, calma interiore, serenità, tranquillità, essere liberi da ogni lotta, a riposo, avere calma nello spirito.

Purtroppo il mondo non vede questa serenità in molti di noi. In tempi di crisi, molti credenti non sono dominati da uno spirito calmo, imperturbato. Troppo spesso gli altri ci vedono colpiti dal panico, preoccupati e frustrati.

Eppure il piano di Dio per i Suoi figli è che noi possiamo vivere liberi da tutte le ansietà e le preoccupazioni! Lo sappiamo, affermiamo di crederlo, e le Scritture lo confermano,  ma pochi sono entrati veramente in quella pace. Pochi sono davvero liberi!

Ecco ciò che desidera per noi il Signore: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Filippesi 4:6-7).

Portate ogni vostro peso a Dio in preghiera? Voglio dire, davvero ogni cosa? Spesso ho detto che vado a Dio senza chiedergli nulla, ma amandolo semplicemente. Ma Dio ci invita ad andare a Lui facendogli conoscere tutte le nostre richieste. Egli è lieto di riceverci!

La benedizione che riceviamo dopo aver fatto conoscere le nostre richieste in preghiera, non consiste nel fatto che esciamo dalla nostra camera e vediamo la nostra preghiera esaudita all’istante, la malattia o l’angoscia sparite, e ogni problema risolto. Piuttosto, è il nostro cuore a cambiare perché Dio ci ha dato la Sua pace.

Quando andiamo nella nostra stanzetta a pregare, scaricando i pesi della nostra anima, piangendo e rendendo note a Dio le nostre richieste, ne usciamo avendo ricevuto pace. La malattia può non essere ancora scomparsa, ma noi siamo cambiati! I conflitti, le paure, l’ansietà, sono scomparsi.

Cercare la faccia di Dio

Nel Salmo 27, Davide invoca Dio con una preghiera intensa. Prega nel verso 7: “O Eterno, ascolta la mia voce, quando grido a te; abbi pietà di me e rispondimi”.  La sua preghiera era focalizzata su un solo desiderio, una sola ambizione, qualcosa che lo stava consumando: “Una cosa ho chiesto all’ Eterno e quella ricerco” (27:4). Davide stava dicendo: “Ho una preghiera, Signore, una sola richiesta. È l’obiettivo più importante della mia vita, la mia preghiera costante, l’unica cosa che desidero. Ed io la cercherò con tutto quanto ho di più caro in me.  Questa è la cosa che mi consuma come mio unico obiettivo”. Qual era la cosa che Davide desiderava più di qualunque altra, l’oggetto che si era messo in cuore di ottenere? Ci dice: “Di dimorare nella casa dell’Eterno tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza dell’Eterno e ammirare il suo tempio” (27:4).

Davide era un uomo di azione, era un grande guerriero, e grandi folle cantavano le sue vittorie in battaglia. Era anche perseverante nella preghiera e nella devozione, ed aveva un cuore che si struggeva per Dio. Ed il Signore aveva benedetto Davide concedendogli tanti desideri del suo cuore. Aveva conosciuto il benessere e le ricchezze, il potere e l’autorità.  Aveva ricevuto il rispetto, le lodi e l’adulazione degli uomini. Dio gli aveva dato Gerusalemme come capitale del regno. E Davide era circondato da uomini devoti che erano anche disposti a morire per lui.

Ma la cosa più importante era che Davide era un adoratore. Era un uomo che lodava Dio, che Lo ringraziava per tutte le benedizioni ricevute. Testimoniava: “Il Signore aggiunge ogni giorno benedizioni su benedizioni in me”. Tuttavia, Davide era un uomo di guerra. Aveva affrontato nemici e problemi in tutta la sua vita. Tutto l’inferno era insorto per distruggere quest’uomo fedele.

Ma Davide non aveva paura. Nel primo verso di questo Salmo, dichiara: “Di chi temerò?” (27:1). Aveva fiducia nella grazia e nella misericordia di Dio, e sapeva che il Signore gli avrebbe dato forza: “Il Signore è la roccaforte della mia vita” (27:1). Ma nonostante le benedizioni che aveva sperimentato, in lui mancava qualcosa. Davide vedeva che un bisogno della sua anima ancora non era stato soddisfatto. La sua vita mancava di un punto, e per quello lui gridò a Dio. Davide stava dicendo, in effetti: Voglio una comunione ininterrotta con il mio Dio”. Era questo che Davide intendeva quando pregava: “Che io possa dimorare nella casa dell’Eterno tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza dell’Eterno e cercare la faccia di Dio e ammirare il suo tempio” (27:4). Il suo cuore bramava qualcosa che aveva visto nello spirito. Davide non voleva fermarsi alle solite riunioni di adorazioni settimanali. Aveva capito che c’era qualcosa di Dio che lui ancora non aveva ottenuto, e non si sarebbe dato pace finché non lo avrebbe ottenuto. Diceva, in breve: “C’è una bellezza, una gloria, un’euforia del Signore che io non ho ancora visto nella mia vita. Vorrei sapere cosa significa avere comunione ininterrotta con il mio Dio. Ho conosciuto vittorie, sono stato liberato, ho visto la sua mano operare miracoli ma desidero ancora qualcosa di diverso. Voglio che la mia vita sia una preghiera vivente. Solo questo mi permetterà di continuare a vivere il resto dei miei giorni”.

Il cuore di Davide bramava sapere, ed egli prese una decisione: “Ho deciso : Voglio dimorare nella presenza del Signore ed invocarlo finché non avrò ottenuto ciò che il mio cuore brama”. Perciò Davide tornò a casa sua e pregò: “O Eterno, ascolta la mia voce, quando grido a te; abbi pietà di me e rispondimi” (27:7). In altre parole: “Signore, voglio avere comunione ininterrotta con te. Per favore, cosa devo fare per soddisfare questo mio desiderio?”. Dio rispose con queste semplici parole: “Cerca la mia faccia” (27:8). Dio Istruì Davide: “Impara da me. Cerca la mia Parola e prega per capirla attraverso lo Spirito, in modo che tu possa essere come me. Voglio che la tua vita rifletta la mia bellezza al mondo”. Non si trattava di un semplice invito alla preghiera; Davide già pregava sette volte al giorno. Infatti, erano state proprio le sue preghiere a spingerlo a conoscere il Signore. No, questo appello di Dio era un invito a bramare uno stile di vita che riflettesse totalmente la persona di Gesù.

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