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Fede nell’avversità

Quando Paolo scrisse la sua lettera ai Filippesi, era detenuto in una prigione Romana, i suoi piedi erano incatenati ad un soldato da entrambi i lati. Le condizioni erano orribili e Paolo subì delle grandi umiliazioni, non era mai solo ed era privo di ogni libertà.

Ecco un uomo che era stato molto attivo, che aveva viaggiato per le strade aperte ed i grandi mari per incontrare ed avere comunione con il popolo di Dio. La più grande gioia di Paolo fu proprio quella di visitare le chiese che lui stesso aveva fondato nelle varie regioni del mondo. Adesso però era in catene, letteralmente legato a degli uomini fra i più duri e atei di quell’epoca.

Alcuni fra i cristiani che conobbero Paolo cominciarono a mormorare che stava arrecando disonore al vangelo a causa di quella situazione. Ma Paolo era intento a cercare di capire quale fosse il proposito di Dio per aver permesso di farlo arrivare fino a quel punto. Invece di chiedere: “Perché mi è successo questo?” Decise di scoprire quale dovesse essere la sua reazione. Paolo dice : “Non posso cambiare la situazione in cui mi trovo ma so che i miei passi sono guidati dal Signore. Dunque, magnificherò Cristo e sarò di testimonianza mentre sono in catene”.

“Ora come sempre, Cristo sarà magnificato nel mio corpo, o per vita o per morte” (Filippesi 1:20). Paolo non era affatto rassegnato o indifferente di fronte alle sue circostanze ma era certo che la Parola di Dio sarebbe stata confermata mediante la sua reazione all’afflizione. “Sapendo che sono stabilito alla difesa dell’evangelo… Cristo è annunziato; e di questo mi rallegro, anzi me ne rallegrerò anche per l’avvenire” (1:17-18).

L’attitudine di Paolo è una meravigliosa dimostrazione di come noi dovremmo reagire alle circostanze avverse. Rovineremmo ogni nostro domani se aspettassimo ansiosamente di essere liberati dalle nostre sofferenze, ma se ciò diventasse il nostro pensiero fisso, ci perderemmo il miracolo e la gioia di vedere la liberazione dalla nostra prova. La parola di Paolo ai Filippesi fu: “Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi” (4:4). E noi dovremo sempre: “Rallegrarci nel Signore!”

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