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Il profeta Giona

Dio comando’ a Giona di avvertire gli abitanti di Ninive, la capitale dell’Assiria, del suo giudizio (Giona 1:2). Ma Giona penso’ che Ninive non meritasse di essere salvata. Giona disubbidi all’ordine di Dio e sali’ su una nave che si dirigeva verso Tarsis.

Ma, Dio voleva salvare Ninive ed invio’ un gran vento contro la nave che trasportava Giona, che stava fuggendo dall’ordine di Dio. Le persone a bordo della nave erano grandemente terrorizzate e decisero di trovare la persona responsabile di quella terribile tempesta. Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. Giona fu gettato in mare e venne inghiottito da un grosso pesce.

Mentre si trovava nella pancia del pesce, egli si penti’ e si rese conto che il suo modo di vivere era stato basato non sul punto di vista di Dio, ma sulla propria prospettiva umana. E Giona si penti’ della sua disubbidienza al Signore, e decise di vivere la sua vita in obbedienza agli scopi di Dio. Il Signore udi’ la sua preghiera e fece in modo che il grande pesce lo vomitasse su una spiaggia.

Giona sopravvisse a questa dura prova, esegui’ l’ordine di Dio e si reco’ a Ninive a proclamare : “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta” (Giona 3:4). Il re e il popolo di Ninive che avevano udito l’avvertimento, andarono al Signore, si coprirono di sacchi, sedettero’ nella cenere, digiunarono e si pentirono delle proprie vie, Cosi sfuggirono al giudizio di Dio.

Nella nostra vita dobbiamo mettere da parte le nostre idee umane e accettare quelle di Dio. Soltanto allora il Signore si muoverà con noi.

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