Abramo ubbidi alla voce di Dio, anche quando questo sembrava incomprensibile. E’ stato grazie alla sua sottomissione che è divenuto uno strumento nelle mani di Dio.

Il Nuovo Testamento ci dice che noi siamo “progenie di Abrahamo ed eredi secondo la promessa” (Galati 3:29). Quando Dio fa una promessa non ritorna indietro, anzi la Scrittura ci ricorda che quando Egli comincia un’opera in noi la porta a compimento (Filippesi 1:6).

Abramo come noi affrontava problemi e paure, ma aveva un cuore, e Dio guarda soprattutto quello.  Dio gli chiese  di prendere il suo unico figlio e di offrirlo in olocausto, questo significava bruciarlo.  Abramo ubbidendo non protesto’, bensi’ organizzo’ tutto l’occorrente e si preparo’.

Il Signore vuole fare un’opera in noi, e vuole farla nella nostra vita.

Abramo dovette legare Isacco…dovette andare contro i suoi sentimenti di padre. Nel momento di prova il Signore chiede la nostra vita, e se lo abbiamo veramente conosciuto ci costringe a fare la sua volontà, anche se non comprendiamo il perché di cio’ che arriva.

Nel momento in cui Abramo sta per compiere l’olocausto, Dio lo ferma, ed Abramo disse a Dio : Eccomi ! Abramo non sacrifico’ Isacco perché Dio non ci toglie cio’ che ci ha dato, ma a volte ci chiede di essere pronti a rinunciare a quello che ci dà. Egli vuole che siamo disposti a dargli ragione anche quando sembra impossibile.

La forza di Abramo è stata nella sua sottomissione alla volontà di Dio. Noi possiamo sperimentare che il Signore è con noi, che è il nostro unico amico, poiché l’amico è colui che da la vita per i suoi amici, e Gesu’ ha fatto questo per noi.