La parola del giorno

“Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; riconoscilo in tutte le tue vie, ed Egli raddrizzerà i tuoi sentieri”. Proverbi 3:5-6

Se siamo nati di nuovo dobbiamo crescere continuando a confidare nell’Eterno con tutto il nostro cuore, sicuri di essere protetti dal nostro Signore. Come nuove creature siamo diventati figli di Dio; attraverso Gesu’ abbiamo ricevuto un’elezione divina. Nelle nostre difficoltà Egli continuerà ad aiutarci e a raddrizzare i nostri sentieri, perché Egli vede cio’ che noi non vediamo e fa quello che noi non possiamo.

La pace, la mia pace

Gesù disse : « Vi lascio la pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27).

Che differenza c’è fra “la pace”  e “la mia pace”  ?

La pace che Gesù ci lascia è la pace che arriva dal perdono di Dio. È la pace con Dio. Sulla croce, il Signore ha subito il castigo che i nostri peccati meritavano. Chi crede a questo con cuore sincero, Dio lo considera “giusto”, ed è in pace con Lui. Che tranqu

Un cuore saggio

Si legge nella Bibbia che Ezechia, re di Giuda nel 700 a.C. , cadde gravemente malato, e quando seppe che la sua malattia l’avrebbe portato alla morte, ebbe momenti di disperazione. In un momento di preghiera ricordò a Dio le buone cose che aveva fatto, la propria fedeltà, la saggezza. Egli pensava di meritare una lunga vita, secondo le promesse di Dio al suo popolo Israele, e invece vedeva la sua vita come “una tela arrotolata”, si sentiva “tagliato via dalla trama” (Isaia 38:12). Dio ebbe pietà di lui e gli concesse altri quindici anni di vita (Isaia 38:1-5).

Ezechia avrebbe dovuto utilizzare i quindici anni che Dio gli aveva regalato, con umiltà e riconoscenza. Non seppe approfittare di quel prolungamento di vita. Non contò i suoi giorni, non acquistò un cuore saggio. In 2 Cronache 32:25 è scritto che “Ezechia non fu riconoscente del beneficio ricevuto, poiché il suo cuore s’inorgogli.

Ancora un anno ! Il Signore nella sua infinita pazienza, ci concede ancora poco tempo per vedere se acquistiamo un cuore saggio e per vedere se ci impegniamo ad ascoltare e mettere in pratica la Sua Parola.

La fede è una scelta

 

La fede è preziosa, perché per essa noi saremmo sempre con il Signore.

La fede è preziosa perché ci permette di stare sempre con il Signore. La vità di Pietro stava per finire, ma Pietro ha messo la sua fede nel Figlio di Dio; parlando con gli uomini comincio’ a dire : “Gesu’ è venuto nella Sua gloria e nella sua virtu’. Egli ha dimostrato la Sua gloria, ma è venuto con la sua virtu”. Prima di vedere i miracoli e la gloria, c’è un cammino. Ma prima di questo dobbiamo produrre un effetto, dobbiamo produrre virtu’, cioè la capacità di produrre effetto. L’uomo virtuoso è colui che cammina giustamente, sobriamente, che non fa il male, è una persona che cambia la sua vita di virtu’ in virtu’. Nella vita del Signore noi cambiamo, acquistiamo una moralità giusta. Il cambiamento è la dimostrazione d’amore. Amare significa lavorare, prendersi cura degli altri; l’amore si carica di pesi, è fedele, rinuncia al peccato. Il vero amore viene da Dio, significa avere un impegno, avere un fondamento. – Gesu’ è venuto con gloria, ma aveva le virtu’. Toglieva le persone dal peccato e le portava in una nuova vita. Gesu’ insegnava ai discepoli cosa era la virtu’ in modo pratico ! Pietro dice: “Senza mettere le virtu’ non si puo’ entrare nel regno, quindi abbiamo bisogno di perseveranza per coltivare le virtu’.

 

 

 

Perseveranza e costanza

Perseveranza, costanza, ma nell’attimo pratico siamo coinvolti. Dio vuole fare un’opera in noi, quando assimiliamo la Parola.
La Parola ci dà quella forza innaturale per vincere le battaglie con il nemico.
Se mettiamo in pratica queste parole, ognuno di noi diventa la luce che solo la Parola può dare.
Gesù parla di due battaglie differenti.
Le battaglie con il fuoco creano potenza nella nostra vita perché la potenza di Dio è dentro di noi attraverso lo Spirito Santo. I discepoli hanno ricevuto il fuoco perché sono stati perseveranti, sono rimasti fermi aspettando che il Signore donasse loro qualcosa di straordinario.
Noi siamo chiamati in un tempo speciale, dove Dio mostrerà quanto è grande il nome di Gesù Cristo.
Quelli che non si tirano indietro sono uomini che hanno onorato Dio e Dio li ha onorati. Sono persone che si sono battezzate, che hanno iniziato un cammino nel Regno di Dio, un cammino di buona coscienza.
Ma molti non sono entrati perché non amavano la Parola di Dio e chiedevano a Dio tutto quello di cui avevano bisogno. Questo era il popolo di Dio !
Ci saranno molti che toglieranno il valore di Cristo. Dobbiamo essere insegnati, corretti, aiutati per ricevere un equilibrio in Gesù.
Tutto è fondato su una promessa: dobbiamo ubbidire, continuare a seguire il Signore.
La più grande potenza di Dio è la nostra fede. La fede è qualcosa in cui speriamo, mentre camminiamo. Egli ci fa crescere nella Sua Parola perché crediamo in Lui.
C’è uno specchio che è la Parola di Dio, è uno specchio personale.

Avere gli occhi fissi sull’Uomo in gloria

Stefano vide i cieli aperti e un Uomo glorificato sul trono, di cui rispecchia la gloria a tutti coloro che gli stavano attorno. “Ma egli, ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesu’ che stava alla destra di Dio e disse : Ecco, io vedo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio” (Atti 7:55-56).

Stefano era circondato da pazzi religiosi, da superstizione, da pregiudizio e gelosia. La folla inferocita lo pressava, la morte aleggiava sul suo capo. Ma egli alzando gli occhi al cielo, contemplo’ il Suo Signore in gloria, e improvvisamente la sua situazione non ebbe piu’ alcuna importanza per lui. Ora si trovava al di sopra di tutto, stava contemplando Colui che era invisibile.

A Stefano, è bastato dare uno sguardo alla gloria del Signore, osservare la visione della Sua preziosa santità, per non sentire piu’ dolore. Le pietre, le pesanti accuse, tutto non aveva piu’ importanza perché davanti a lui vedeva solo gioia. Se poniamo i nostri occhi su Cristo, se con fiducia ci accostiamo a Lui in ogni momento di sconforto, avremmo pace e serenità.

Stefano divenne uno specchio vivente in cui gli uomini potevano vedere riflessa la gloria di Cristo.
Non vedrai Gesu’ fin quando non lo cercherai, e non lo troverai fin quando non andrai nel luogo dove Egli si rivela. Lui si rivela pienamente nella Sua gloria attraverso le Sacre Scritture. E’ l’opera dello Spirito Santo in noi che ci mostra attraverso la Parola chi Lui è.
“Egli (lo Spirito) prenderà del mio e ve lo annunzierà” (Giovanni 16:14).

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Gesu’ ritorna !

Nel nuovo testamento veniamo spesso avvertiti che degli schernitori appariranno negli ultimi giorni, tentando di ridicolizzare la dottrina del ritorno di Cristo: «Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi e diranno: Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione» (2 Pietro 3:3-4). Anche oggi possiamo sentire queste cose: «Cosa dovremmo temere? Tutte le cose vanno come sono sempre andate. Non c’è ragione di temere il giorno del giudizio, perché non esiste.»

Il diavolo ha insinuato un’ulteriore bugia nella mente di molti credenti: “Cristo sta ritardando il suo ritorno”. Gesù parlò di questo in Matteo 24, nella parabola riguardante l’essere pronti al suo ritorno: «Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà. Qual è mai il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sui domestici per dare loro il vitto a suo tempo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà così occupato!Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma, se egli è un servo malvagio che dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”; e comincia a battere i suoi conservi, a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l’aspetta, nell’ora che non sa, e lo farà punire a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.» (Matteo 24:44-51).

Gesù sta parlando dei credenti, paragonandoli a dei servitori. Uno è fedele, mentre l’altro è malvagio. Cosa rende il secondo servitore malvagio agli occhi del Signore? Secondo Gesù, si tratta di qualcosa che dice in cuor suo, che il Signore tarda a venire. In altre parole, si è convinto che Gesù non arriverà in maniera improvvisa o inaspettata; gli è stato insegnato di stare pronto, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate. (Luca 12:40). Ma questo servitore preferisce addormentare la sua coscienza con la menzogna di Satana.

Una volta accettata la menzogna del diavolo, se ne ottiene il frutto: non sentendo il bisogno di vegliare in attesa del ritorno di Cristo, non sentirà nemmeno la necessità di essere in pace con i suoi compagni servitori. Non c’è alcun bisogno di preservare l’unità in casa, al lavoro, o in chiesa, né di comportarsi giustamente con gli altri. Invece, penserà di poter accusare i suoi conservi, provando rancore nei loro confronti e minandone la reputazione. Questo servitore vuole solo divertirsi, avere piacere, vivere senza coscienza. In pratica, desidera sia Gesù che il mondo.

Paolo continuava a dirlo: “Sveglia! Siamo oltre la mezzanotte e il ritorno del Signore è vicino. Datevi da fare e non siate pigri. Gesù sta tornando per quelli che l’attendono.” Alla chiesa di Roma scrisse così: «E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.» (Romani 13:11-12). In più, scrisse alla chiesa di Filippi: «La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.» (Filippesi 4:5)

In Apocalisse 22:17 leggiamo: «Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni». La sposa di Cristo consiste del corpo dei credenti di tutto il mondo che sono sotto la signoria di Gesù. Sono credenti nati di nuovo, lavati col suo sangue.

Questo verso mostra l’ultima chiamata, o preghiera, dello Spirito Santo, quando sa che il suo lavoro sulla terra sta per essere completato: “Vieni, Signore Gesù!” Queste parole dello Spirito non sono dirette agli uomini, ma a Cristo. In pratica, significa: “Signore, affrettati a ritornare”.

Tutti coloro che fanno parte del corpo di Cristo conoscono questo desiderio dello Spirito; vivono e camminano nello Spirito, le loro anime poggiano nei luoghi celesti, e i loro corpi sono il suo tempio. Lo Spirito stesso prega in loro: «Vieni presto, Signore Gesù!» E questo è anche il loro desiderio. Nel verso 7 di questo capitolo Gesù annuncia: «Ecco, sto per venire. Beato chi custodisce le parole della profezia di questo libro». Il verso 12 aggiunge: «Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere».

Hai pregato in questo modo per coloro che ami? Che non seguano più gli schernitori quando dicono: “Le cose vanno come devono andare. Divertitevi, godetevi la vita e fate tutto quello che vi rende felici.” Che questa cecità possa svanire!

Le cose vanno come devono andare? Quanta ostinata ignoranza! La verità è che Dio sta smuovendo tutto! E quello che deve ancora venire è troppo terribile per volerlo pensare.

Lo Spirito Santo sa cosa accadrà a breve, quando non ci sarà più alcuna regola.

Quando giungerà questo tempo, ogni uomo si abbandonerà ai propri piaceri. Ogni religione vorrà imporre il suo dio sugli altri, ogni cosa santa sarà disprezzata e ogni legge trasgredita. Nel mentre, la chiesa apostata predicherà le dottrine più corrotte e dannate pensabili.

In mezzo a tutto questo, posso sentire Gesù dire: «Sì, vengo presto!» (Apocalisse 22.20). E posso anche sentire la sposa di Cristo rispondere, come Giovanni: «Amen! Vieni, Signore Gesù!».

Il ritorno di Gesù dovrebbe farci palpitare, non preoccuparci. Potete immaginare essere chiamati per nome da lui? Se ami veramente qualcuno, desideri che questa persona ti stia vicina.
Che questo possa sempre essere il nostro pensiero: «Torna presto, Signore Gesù!»

Dio sovrarisponde alle preghiere

Una delle frasi più udite nelle chiese è: “Dio risponde alle preghiere!” Ma questa è solo una mezza verità. L’intera verità è che: “Dio sovrarisponde alle preghiere!”
Egli ci dona continuamente molto di più di quello che noi chiediamo, e spesso ci dona cose che neanche penseremmo mai di chiedere!

Nella Bibbia ci sono molti esempi di come Dio sovrarisponde alle preghiere.
Uno di questi esempi è l’uomo paralizzato, il quale fu portato a Gesù sopra un lettuccio.
“Ed ecco, Gli fu presentato un paralitico disteso sopra un letto e Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Figliolo, fatti animo, i tuoi peccati ti sono perdonati!” ( Matteo 9:2).
Quest’uomo paralizzato cercò Gesù per ricevere guarigione, ma Gesù sovrarispose alla sua preghiera! “Figliolo, fatti animo, i tuoi peccati ti sono perdonati! Alzati (disse al paralitico), prendi il tuo letto e vattene a casa tua!” (verso 6).
Il paralitico aveva chiesto guarigione, ma Gesù gli aveva dato molto di più. Egli aveva aggiunto il più grande dono che mai avrebbe potuto dargli! L’uomo ebbe la sua guarigione ed in aggiunta ricevette perdono, vita eterna ed il conforto!
Gesù ha sempre saputo cosa stava facendo; sapeva che quest’uomo avrebbe camminato di nuovo. Ma Egli disse: “Per prima cosa voglio benedirti e voglio sovrabbondarti. Si, guarirò il tuo corpo, ma voglio anche guarire il tuo spirito e la tua mente. Quindi togli il tuo lettuccio e vattene a casa!”

Quando andiamo nella stanzetta della preghiera, dobbiamo ricordarci: “…perché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che Egli è il rimuneratore di quelli che Lo cercano” ( Ebrei 11:6). Citate sempre questo verso, fate che lavori in voi, pregando: “Vengo a Te Gesù, perché io so che Tu sei l’Onnipotente Iddio. Tu hai tutto quanto io ho di bisogno. La Tua grandezza è oltre la mia comprensione, ma io credo che tu ricompensi coloro che ti cercano diligentemente!”

Portate tutte le vostre richieste a Dio. Pregate, credete che Egli ha piacere nel sovrarispondervi nel Suo modo e nel Suo tempo. Cominciate a chiedere oggi per la guarigione di coloro che voi pensate essere senza speranza, oltre ogni possibile aiuto. Credete in Lui per le vostre situazioni finanziarie senza speranza, per le vostre malattie, per i vostri amati non salvati.

Egli sta per darvi, per sovrarispondere alle vostre preghiere, in modo straordinariamente abbondante oltre ciò che potete chiedere o pensare!

Una costante comunione con Dio

“A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida… Sulla via dei tuoi giudizi, Signore, noi ti abbiamo aspettato! Al tuo nome, al tuo ricordo anela l’anima” (Isaia 26:3, 8).

Quando stiamo affrontando giorni difficili, Satana vuole derubarci di ogni speranza consumandoci con pensieri premonitori. Potremo essere presi se pensiamo al futuro.

Isaia fu sopraffatto da ciò che vide accadere nel mondo intorno a lui, ma la Scrittura rivela che godette di grande pace per due motivi:

Isaia era in costante comunione con Dio in preghiera. “Signore, noi ti abbiamo aspettato! Al tuo nome, al tuo ricordo anela l’anima”(26:8). Isaia era preparato a tutto, perché stava già “pregando senza sosta”.
Si abbandonò alla semplice fiducia nel Signore, la sua roccia. “Confidate per sempre nel Signore, perché il Signore, sì, il Signore, è la roccia dei secoli” (26:4). “Ecco, Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia e non avrò paura di nulla, poiché il Signore, il Signore è la mia forza e il mio cantico” (12:2).
La stessa meravigliosa prospettiva che Isaia aveva nei tempi difficili del suo tempo è a nostra disposizione oggi. Le promesse di riposo si applicano a “tutti coloro che sono fermi nei loro sentimenti”.

“In quel giorno si dirà: «Ecco, questo è il nostro Dio; in lui abbiamo sperato ed egli ci ha salvati. Questo è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci per la sua salvezza!»” (Isaia 25: 9).

Mentre la tempesta infuria intorno a noi, andiamo al Signore in preghiera, come fece Isaia? Se è così, allora stiamo guadagnando forza. Fissiamo la nostra mente nell’amore sovrano del nostro Padre celeste e lui rivelerà continuamente il suo potere e ci incoraggerà a superare tutto.

Fede nell’avversità

Quando Paolo scrisse la sua lettera ai Filippesi, era detenuto in una prigione Romana, i suoi piedi erano incatenati ad un soldato da entrambi i lati. Le condizioni erano orribili e Paolo subì delle grandi umiliazioni, non era mai solo ed era privo di ogni libertà.

Ecco un uomo che era stato molto attivo, che aveva viaggiato per le strade aperte ed i grandi mari per incontrare ed avere comunione con il popolo di Dio. La più grande gioia di Paolo fu proprio quella di visitare le chiese che lui stesso aveva fondato nelle varie regioni del mondo. Adesso però era in catene, letteralmente legato a degli uomini fra i più duri e atei di quell’epoca.

Alcuni fra i cristiani che conobbero Paolo cominciarono a mormorare che stava arrecando disonore al vangelo a causa di quella situazione. Ma Paolo era intento a cercare di capire quale fosse il proposito di Dio per aver permesso di farlo arrivare fino a quel punto. Invece di chiedere: “Perché mi è successo questo?” Decise di scoprire quale dovesse essere la sua reazione. Paolo dice : “Non posso cambiare la situazione in cui mi trovo ma so che i miei passi sono guidati dal Signore. Dunque, magnificherò Cristo e sarò di testimonianza mentre sono in catene”.

“Ora come sempre, Cristo sarà magnificato nel mio corpo, o per vita o per morte” (Filippesi 1:20). Paolo non era affatto rassegnato o indifferente di fronte alle sue circostanze ma era certo che la Parola di Dio sarebbe stata confermata mediante la sua reazione all’afflizione. “Sapendo che sono stabilito alla difesa dell’evangelo… Cristo è annunziato; e di questo mi rallegro, anzi me ne rallegrerò anche per l’avvenire” (1:17-18).

L’attitudine di Paolo è una meravigliosa dimostrazione di come noi dovremmo reagire alle circostanze avverse. Rovineremmo ogni nostro domani se aspettassimo ansiosamente di essere liberati dalle nostre sofferenze, ma se ciò diventasse il nostro pensiero fisso, ci perderemmo il miracolo e la gioia di vedere la liberazione dalla nostra prova. La parola di Paolo ai Filippesi fu: “Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi” (4:4). E noi dovremo sempre: “Rallegrarci nel Signore!”

Dobbiamo mantenere la fede

Il Signore desidera un popolo che mantenga la fede anche se dovesse soffrire la perdita di ogni cosa.

“Ora ricordatevi dei giorni passati nei quali, dopo essere stati illuminati, avete sostenuto una grande lotta di sofferenza, talvolta esposti a oltraggi e tribolazioni, altre volte facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete anche sofferto con me nelle mie catene e avete accettato con gioia di essere spogliati dei vostri beni, sapendo di avere per voi dei beni migliori e permanenti nei cieli” (Ebrei 10:32, 34).

Questi versi parlano del popolo di Dio che era stato grandemente afflitto dopo essere stati illuminati. Avevano visto la luce! I loro beni andarono perduti, ma la fede li rese gioiosi, perché il loro sguardo era rivolto a beni permanenti.
Se perdessi ogni tuo possedimento terreno, abbandoneresti la tua fiducia?

Paolo conservò la fede in momenti buoni e in momenti meno buoni. Nei suoi ultimi giorni, poteva vantarsi, “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede” (2 Timoteo 4:7). Poteva dire, “Satana ha mandato i suoi messaggeri per combattermi a Gerusalemme, Damasco, in Asia, ad Efeso, Antiochia e a Corinto. Ma io ho mantenuto la fede! Cinque volte i giudei mi hanno percosso con trentanove frustate. Sono stato gettato in prigione così tante volte, colpito con sferze tre volte, lapidato, derubato, persino dai miei connazionali , ma ho serbato la fede!

“Sono stato debole a volte, pieno di dolori, affamato, assetato, infreddolito e nudo, appesantito da preoccupazioni di ogni tipo, ma ho mantenuto la fede. Sono stato afflitto, perplesso, bisognoso, perseguitato, ma mai abbattuto, mai distrutto, mai scosso nella mia fede”.

Queste parole ci sosterranno nei giorni a venire: “Egli non temerà cattive notizie; il suo cuore è fermo, fiducioso nell’Eterno” (Salmo 112:7).

“L’Eterno ti custodirà da ogni male; egli custodirà la tua vita. L’Eterno custodirà il tuo uscire e il tuo entrare, ora e sempre” (Salmo 121:7-8).

“Perché nel giorno dell’avversità egli mi nasconderà nella sua tenda, mi occulterà nel luogo segreto della sua dimora, mi leverà in alto sopra una roccia” (Salmo 27:5).

“Invocami nel giorno dell’avversità, io ti libererò e tu mi glorificherai” (Salmo 50:15).

L’uomo di fede e di ubbidienza

Quando abbandoniamo la nostra testardaggine, Dio ci cambia in una persona di fede e di ubbidienza. Il padre della fede, Abramo, dovette soffrire una grave prova per rompere la sua testardaggine e divenire un uomo di Dio.
Abramo sperimento’ il fallimento e la delusione in tempi di siccità e di carestia. Ad un certo punto fu costretto a mandare sua moglie dal re per sopravvivere. Mediante tale prova,

Fino a quando l’egoismo continua a regnare nella nostra mente e nella nostra vita, non possiamo sperimentare l’opera di Dio. Ma con la distruzione del nostro “IO”, Dio si prende cura di noi spiritualmente.
Siamo chiamati come cristiani a distruggere il nostro IO e ad accettare la benedizione di Dio.

Mediante la redenzione di Cristo sulla croce, Dio ha dato la vita a noi che eravamo destinati alla morte. Egli spezza il nostro IO e ci aiuta a vivere una vita di fede e di ubbidienza.

Dio sta preparando tutto

Stiamo vivendo nei giorni della preparazione finale. In cielo, nell’inferno e sulla terra è in corso un’attività tremenda mentre ci avviciniamo alla fine della storia umana.

Se lo Spirito Santo ci aprisse gli occhi, noi credenti saremmo da una parte gioiosi, ma dall’altra terrorizzati da quello che vedremmo. Grideremmo: “Cosa sta succedendo? Perché tutti corrono in maniera così decisa ed intensa? Cosa sono questi preparativi? Che c’è in aria? Cosa sta succedendo?”

Proprio in questo momento in cielo stanno fervendo i preparativi! Gli angeli stupefatti si preparano a versare sulla terra giudizi dall’incredibile forza distruttrice (Apocalisse 16.14). No, gli angeli non conoscono il giorno e l’ora del ritorno di Cristo, ma visto che è scattato l’allerta, sanno che la fine è vicina.

Senza dubbio si sta avvicinando il conflitto finale, un tempo in cui ogni nemico verrà posto sotto i piedi del nostro Signore.

Dio è impegnato nei preparativi! Durante la creazione Dio ha lavorato per sei giorni. Ed ora, alla fine di questa età, sta lavorando attentamente per preparare le ultime cose.

Apocalisse 6 dice : “Poi vidi quando l’Agnello aperse il primo dei sette sigilli, e udii uno dei quattro esseri viventi, che diceva come con voce di tuono: «Vieni e vedi». Questo è forse uno degli avvenimenti più terrificanti in tutta la Parola di Dio. Dice: “Si fece silenzio nel cielo per circa mezz’ora” (Apocalisse 8:1).

Nessun angelo grida: “Santo, santo”, il coro non canta più, non si sente neanche un sussurro in tutto il regno eterno di Dio! I cieli tremano per il tuono santo, ma poi Dio rimane in silenzio. Cristo e il Suo Spirito Santo stanno in silenzio. Perché c’è questo silenzio? E perché dura mezzora?

Il profeta Zaccaria ce ne dà un accenno: “E l’Eterno prenderà possesso di Giuda come sua eredità nella terra santa e sceglierà ancora Gerusalemme. Ogni carne stia in silenzio davanti all’Eterno, perché egli si è destato dalla sua santa dimora” (Zaccaria 2:12-13).

Vediamo che Dio qui è pronto a reclamare la Sua eredità. Tutte le cose sono state messe in ordine. Sette angeli del giudizio Gli stanno dinanzi, aspettando di ricevere il comando per andare a distruggere la terra. E’ giunto il tempo stabilito sin dalla fondazione del mondo.

Le parole usate qui nella Scrittura ci parlano di un silenzio santo, la grande calma che precede la tempesta. E questo silenzio è troppo santo, troppo incomprensibile per il nostro pensiero. Non sappiamo perché il Signore rimanga in silenzio.

Sappiamo, comunque, che il silenzio terminò e che gli angeli del giudizio “che avevano le sette trombe si prepararono a suonare la tromba” (Apocalisse 8:6). Erano pronti e in posizione, in piedi per scattare al Suo comando!

All’apostolo Giovanni venne concesso di osservare questa visione per registrare tutta l’attività celeste. E ciò che vide fu una rivelazione di Gesù e della Sua preparazione finale, una profezia delle cose che riguardano gli ultimi tempi!

Quando Gesù apparve a Giovanni in questa visione, i Suoi occhi erano di fuoco. Non c’era più spazio per un amore tiepido! Tutti dovevano ritornare a Lui e pentirsi, altrimenti, Egli dice, “verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto” (Apocalisse 2:1-5).

E’ arrivato il tempo di affrontare lo spirito di Jezebel, la tiepidezza, i falsi insegnamenti, la fornicazione, è tempo di rimuovere tutte le pietre che sono d’inciampo. Perché a Giovanni è stato detto : “Queste parole sono fedeli e veraci; e il Signore, Dio dei santi profeti, ha mandato il suo angelo, per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve” (Apocalisse 22:6).

L’apostolo vide movimenti incredibili, un viavai, comandi imperiosi, proprio come se fosse seduto nel consiglio di guerra dell’Alto Comando. Ecco la scena:

Angeli escono dal tempio di Dio con il potere di versare le ultime sette piaghe. Sono “pronti” ad agire (Apocalisse 15:6-8). Un altro angelo sta volando in mezzo al cielo portando l’evangelo in ogni nazione. Quell’angelo grida ad alta voce, “perché è giunta l’ora del Suo giudizio”. Un altro grida: “Babilonia sta cadendo” (Apocalisse 14:6-8).

Un altro angelo esce dal tempio con una falce in mano, ed una voce potente gli comanda: “Metti mano alla tua falce e mieti, poiché l’ora di mietere è venuta e perché la messe della terra è matura” (Apocalisse 14:15). Ad un altro angelo con una falce tagliente viene detto: “Metti in azione la tua falce tagliente e vendemmia i grappoli della vigna della terra, poiché le uve sono mature” (Apocalisse 14:18).

Proprio come in un copione, un angelo dopo l’altro suona la tromba e versa la sua piaga! Ulcere e sangue nelle acque, consumeranno una terza parte degli esseri viventi. Il mare verrà inquinato. Una grande stella, una meteorite, colpirà la terra bruciando come una torcia e inquinerà fiumi, laghi e ruscelli.

Il sole, la luna e le stelle saranno oscurate. Ed improvvisamente apparirà un angelo in cielo, gridando ad alta voce: “Guai, guai, guai a coloro che abitano sulla terra, a causa degli altri suoni di tromba che i tre angeli stanno per suonare” (Apocalisse 8:13). Sulla terra ci saranno tormenti così gravi che “gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; desidereranno di morire, ma la morte fuggirà da loro” (Apocalisse 9:6).

Il sesto angelo libererà sulla terra quattro potenze demoniache. Circa 200 milioni di cavalieri usciranno per distruggere un terzo dell’umanità con “fuoco, fumo e zolfo” (Apocalisse 9:14-19). Sta scritto che sono stati “preparati per quell’ora, giorno, mese e anno per uccidere la terza parte degli uomini. E il numero delle truppe di cavalleria è di duecento milioni” (Apocalisse 9:15).

Non so se quest’esercito sia umano o demoniaco, ma una cosa è certa: si conosce persino l’anno, il mese, il giorno e l’ora della battaglia.

Che rivelazione meravigliosa delle cose che avverranno! Giovanni le vide tutte. Ma testimoniò anche i grandi preparativi per la cena delle nozze dell’Agnello! Vide che i libri venivano aperti in preparazione del giorno del giudizio, e gli fu ordinato di dare questa visione alla Chiesa.

Che la gente continui pure a mangiare, bere e divertirsi. Che continui a dire: “Dov’è la promessa della Sua venuta? perché le cose continuano come dall’inizio” (2 Pietro 3:4). Dio sta ancora preparando! Il cielo si prepara al giudizio finale!

La via di Dio

Dio ha un piano per il mondo e per tutte le cose che sono in esso, dai tempi passati fino a quelli futuri. Egli ha anche dei piani per ogni individuo. Noi dobbiamo porgere le nostre orecchie e diventare sensibili alla voce di Dio, ed obbedire alla sua volontà e ai suoi comandamenti.
Come possiamo vivere una vita in armonia con il sentiero di Dio ?

Per poter camminare sul sentiero che Dio ha preparato per noi, dobbiamo sintonizzare le nostre orecchie allo scopo di udire bene la voce di Dio.

Gli Israeliti erano vissuti come schiavi per 430 anni in Egitto, udirono la voce di Dio che indicava loro il sentiero da prendere. Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe disse loro che sarebbe stato glorificato conducendo gli Israeliti fino alla terra promessa di Canaan, dove scorreva in abbondanza latte e miele.
Ma, gli Israeliti non riconobbero il piano di Dio, e quando il viaggio divenne piu’ difficile, essi si lamentarono e chiesero di ritornare in Egitto. Anche quando Dio parlo’ tramite Mosè, i loro cuori si indurirono e si ribellarono disobbedendo alla sua volontà.

“Percio’, come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto, dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto per 40 anni le mie opere. Percio’ mi sdegnai con quella generazione e dissi: errano sempre nel cuore e non hanno conosciuto le mie vie” (Ebrei 3:7-10).

Cosi, gli Israeliti furono sempre ignoranti nelle vie di Dio e non gli diedero ascolto. Come risultato, Dio li abbandono’. La Bibbia con chiarezza ci mostra la via del Signore.

“I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me, anche se nessuno di essi esisteva ancora” (Salmo 139:16).
Dio ha dei piani per ciascuno di noi. Dobbiamo renderci conto che Dio ha programmato la nostra vita per raggiungere il massimo ed ha preparato per noi un sentiero da seguire, ma dobbiamo porgere le nostre orecchie alla voce di Dio.

Come possiamo udire la sua voce ed essere sicuri che è la sua di voce ?
Questa è l’opera dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo ci aiuta a riconoscere il sentiero che Dio ha preparato per noi. L’Iddio che ha parlato mediante Mosè guiderà ognuno di noi per mezzo dello Spirito Santo.
Dobbiamo confidare e dipendere dallo Spirito Santo, sintonizzare le nostre orecchie sulla sua voce e vivere secondo i suoi comandamenti.