Chi si è appropriato mediante la fede dell’opera salvifica di Cristo non è piu’ padrone di se stesso; come scrive l’apostolo Paolo: “Non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo” (1 Corinzi 6:19-20). Questo caro prezzo che il Signore ha pagato a Dio con il suo sacrificio dà a Lui tutti i diritti su di noi, e conferisce a noi l’onore di essere Suoi servi.

Quelli che sono ancora schiavi di Satana, e che Dio definisce stolti (Salmo 14:1), forse ironizzeranno: “Siete passati da un padrone all’altro”, diranno. Ma la Parola di Dio ha una risposta anche a questa domanda: “Questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, tappate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti”.

La libertà di cui godiamo non è la libertà come la intende chi è lontano da Dio, non è la libertà di fare la propria volontà, che spinge a fare il male. Anzi, il primo frutto di chi si è fatto servo di Dio è il bene che il credente è in grado di compiere grazie alla natura divina di cui è diventato partecipe (2 Pietro 1:4).

Solo chi è stato liberato dalla potenza del peccato puo’ mostrare le caratteristiche del servitore secondo il pensiero di Dio. E’ vero che a volte, il peccato si manifesta anche nella vita dei credenti, ma proprio perché sono credenti sono messi nelle condizioni di vivere in modo giusto, secondo il pensiero di Dio ed in ubbidienza alla Sua volontà.