Da dove proviene questa potenza di cui parla Paolo ? Dalla forza d’animo, dall’intelligenza, dall’eloquenza del credente ? Assolutamente no.

Ricordando la sua predicazione a Corinto, Paolo scriveva : “La mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza” (1 Corinzi 2:4); e ai Tessalonicesi diceva : “Il nostro vangelo non vi è stato annunciato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo” (1 Tessalonicesi 1:5). Dunque, la potenza che agisce in chi opera in nome di Dio è strettamente legata allo Spirito Santo, che il Signore ha fatto abitare in tutti quelli che credono.

La potenza dello Spirito sceso alla Pentecoste sugli apostoli è stata un’unicità. Ma noi non dobbiamo accontentarci di una vita mediocre. Dobbiamo lasciare libero lo Spirito Santo di manifestare la sua azione in noi, di portare il suo frutto (Galati 5:22).

L’esortazione di Paolo : “Siate ricolmi di Spirito” (Efesini 5:18) è valida anche per noi, oggi.