Si legge nella Bibbia che Ezechia, re di Giuda nel 700 a.C. , cadde gravemente malato, e quando seppe che la sua malattia l’avrebbe portato alla morte, ebbe momenti di disperazione. In un momento di preghiera ricordò a Dio le buone cose che aveva fatto, la propria fedeltà, la saggezza. Egli pensava di meritare una lunga vita, secondo le promesse di Dio al suo popolo Israele, e invece vedeva la sua vita come “una tela arrotolata”, si sentiva “tagliato via dalla trama” (Isaia 38:12). Dio ebbe pietà di lui e gli concesse altri quindici anni di vita (Isaia 38:1-5).

Ezechia avrebbe dovuto utilizzare i quindici anni che Dio gli aveva regalato, con umiltà e riconoscenza. Non seppe approfittare di quel prolungamento di vita. Non contò i suoi giorni, non acquistò un cuore saggio. In 2 Cronache 32:25 è scritto che “Ezechia non fu riconoscente del beneficio ricevuto, poiché il suo cuore s’inorgogli.

Ancora un anno ! Il Signore nella sua infinita pazienza, ci concede ancora poco tempo per vedere se acquistiamo un cuore saggio e per vedere se ci impegniamo ad ascoltare e mettere in pratica la Sua Parola.